settembre 20, 2017 0 Comments Food, Parole a Colazione

Musica a colazione

Il buongiorno è sempre traumatico. Lo è per me, per te che leggi e altri milioni di zombie mattutini per i quali il piumone è verbo imperativo. Eppure la giornata deve in qualche modo ingranare la marcia anche se il cambio sbuffa e il motore si avvale della facoltà di non rispondere.

C’è chi la prende con filosofia. Si alza trascinandosi in bagno, torna e prende posto sul letto per riflettere sul senso della vita per trenta, infiniti, minuti. Salvo poi inspiegabilmente trovarsi in ritardo. Ma quelli sono prodigi del risveglio, mica responsabilità su cui ponderare lontani dal caffè.

C’è poi chi si approccia in maniera del tutto atletica. Li vedi in tenuta sportiva, diretti concorrenti dei ciclisti al Giro d’Italia, a correre e gareggiare per un’ardua prova di resistenza con i polmoni contrariati e il fiato corto. L’adrenalina nelle vene, lo sguardo vispo e l’invidia di chi, come la sottoscritta, allo sport pensa solitamente qualche ora e neurone dopo.

Perché a me non devi parlare alle prime luci dell’alba. E nemmeno a quelle successive. Forse per il tramonto potrei farcela ma al risveglio somiglio vagamente ad un lupo dotato della stessa criniera del Re Leone: imbronciata, ringhio qualcosa mentre rotolo malamente dal giaciglio tutto piumone e federe per raggiungere posti più angusti e freddi.

Mi stiracchio su uno stipite, emulando le fattezze di un orso bruno e in un attimo chi mi sta accanto capisce: meglio starsene alla larga, off la voce e silenzio in sala. Persino il gatto si arrende all’evidenza e corre nell’altra stanza. C’è un unico modo per svegliarmi. E non sono quegli ettolitri di caffè che sgorgano dalla fonte direzione vene, ma un rito indispensabile, un efficace rimedio che supera il tempo, i confini e lo stesso Morfeo: la musica a colazione.

Mentre il nero caffè borbotta pigro sul fuoco, il latte si riscalda e una fetta di torta ai fichi prende posto sul piattino in ceramica, scorro su Spotify le mie playlist preferite. Amo la musica. E’ per me vita, ossigeno, motivo per il quale gioire di ogni singolo giorno. Sono nata con la musica. Cresciuta con il mito delle radio, dei Walkman e delle cassette da riavvolgere con la matita o la penna del caso. Mio nonno era un cultore della musica: con il suo impianto stereo si ritagliava quel momento unico destinato solo a lui. Per un attimo staccato dal mondo, in pace con sé stesso.

L’armonia raccontata da certe immagini è una fotografia impressa con decisione nella mia mente. Leggerezza, felicità. Lasciarsi andare al perfetto connubio tra musica e parole è la soluzione a tutti i problemi, ai mali che piegano giornate e sorrisi in meste sensazioni.

Vita. Energia. Grinta. La musica riesce a motivarmi. Ad infondermi quella sferzata di energia necessaria alla sopravvivenza mattutina.

Sfoglio le playlist, clicco agilmente sulla riproduzione casuale affidandomi alla sorte musicale. Ed è in quel preciso istante che le mie dita tamburellano un ballo improvvisato tra la tazza rossa e la soffice essenza dei fichi che sanno d’autunno e cose buone, di bellezza e calore. Quello di casa, che profuma di famiglia e conforto.

E’ Sam Smith ad accogliere il mio tiepido buongiorno. La calda voce, l’accento inglese che rassicura e la sinuosa combinazione tra testi e note mi cullano, trasportandomi in altri luoghi. In dimensioni che non conosco. Canta lui, canta l’anima. Un pentagramma di emozioni vivide, rese uniche dal suono limpido che la cucina attraversa posandosi poi sulla finestra, sul balcone e sui tetti delle vicine abitazioni.

Tutto prende un preciso ordine. Si schiarisce il cielo, libero da minacciose nubi gonfie di pioggia. L’aria si scalda. Nel petto una nuova sensazione: il cuore ha trovato il suo posto nel mondo. Il lupo lascia  il posto all’espressione rilassata e gioviale di sempre. Persino i capelli scendono ordinati sulle spalle. La musica che tutto può e tutto fa. Esprime sensazioni, le modifica e ne crea altre. La musica che ti consola, porgendoti la mano mentre ti conduce verso nuovi orizzonti.

La musica che è vita. Voce calma e lieve dei giorni più cupi, antidoto per la solitudine, soluzione ad ogni problema. La musica a colazione. Sinfonia perfetta, medicina per il mal da risveglio. Soprattutto se accompagnata da un caldo cappuccino e dall’aroma sprigionato da una soffice fetta di torta. La musica: che meravigliosa intuizione.