settembre 5, 2017 0 Comments Kids, parola all'esperto

Il cestino dei tesori e il gioco nel primo anno di vita

La voglia di giocare nasce insieme al bambini, anzi la precede.

Già nell’utero materno il bambino esplora, è attratto dagli stimoli, mette in atto le azioni sensoriali possibili in un ambiente così particolare. E la voglia di giocare ci accompagna per tutto il resto della vita, da adolescenti, da adulti e persino da anziani.

Poichè anche noi adulti amiamo giocare, siamo tentati ad attribuire al gioco del bambino i nostri stessi significati. Questo è un errore.

Valore e significato del gioco per il bambino

Il  il gioco del bambino è qualcosa di profondamente diverso dal gioco dell’adulto. Non si tratta di una pausa dagli impegni, né un’interruzione delle attività lavorative per riposare o evadere dalla routine. Per i bambini il gioco è il modo di stare al mondo, la principale dimensione esistenziale. E’ un’attività che struttura la personalità e il rapporto con sé, con gli altri, con il mondo in senso ampio.

I bambini giocano e nel gioco costruiscono significati, organizzano conoscenze, vivono le esperienze da soli e con altri, esprimono se stessi. Si tratta di attività serie e infatti i bambini giocano con tutta la serietà di cui sono capaci.
Per questo il gioco infantile ha sempre un’intrinseca valenza evolutiva e va sostenuto e incentivato.

Gioco, crescita e benessere

Ovviamente il modo di giocare e gli interessi ludici si modificano con la crescita: con il trascorrere degli anni il gioco si fa più evoluto e sofisticato e i tempi dedicati al gioco libero andranno riducendosi progressivamente con l’ingresso nel mondo degli apprendimenti strutturati ( cioè la scuola). Ma il gusto di giocare dell’infanzia e la sensazione di benessere che può dare ci accompagna davvero per tutto l’arco della vita.

Con i bambini molto piccoli “che non sanno parlare e camminare” spesso ci si chiede quali siano le proposte più rispondenti ai bisogni di crescita e di esplorazione.
Le aziende produttrici di giocattoli propongono coloratissimi e superaccessoriati oggetti che si illuminano, emettono suoni, producono vibrazioni e movimenti.
Di solito questo tipo di giocattolo appare all’adulto molto interessante e stimolante.
E’ così anche per il bambino?

Non è facile immedesimarsi nella mente di un bambino soprattutto se di pochi mesi…anni di esperienze, capacità linguistiche e cognitive diverse e soprattutto il nostro approccio di adulti alla realtà ci danno una visione totalmente diversa del mondo rispetto a quella che possiedono i piccoli.
Quindi ciò che a noi adulti può sembrare interessante per un bambino, molto spesso non lo è.

Gli oggetti del quotidiano

Per un bambino di pochi mesi l’oggetto di maggior interesse è il mondo reale fatto di persone vere e di oggetti veri.
Il giocattolo pertanto, che è invece un oggetto specificatamente progettato e costruito per svolgere attività ludiche e che esiste per questa finalità, non risulta necessariamente più attraente degli oggetti di uso quotidiano.
Le aziende produttrici sono consapevoli di questa preferenza e quindi numerosi giocattoli non sono altro che repliche di oggetti reali.
Si pensi ad esempio ai mazzi di chiavi (di solito di plastica e coloratissimi ) che vengono comprati per i bimbi, per poi scoprire che le chiavi della borsa della mamma sono di gran lunga preferite.Dal momento in cui il bambino è in grado di stare seduto autonomamente o con l’appoggio di cuscini, la maggior parte degli oggetti del mondo reale possono essere considerati “giochi” interessanti e utili allo sviluppo del bambino.

Il Cestino dei Tesori

Il Cestino dei tesori, è pertanto la risposta più adeguata ai bisogni di gioco durante il primo anno di vita poiché risponde al desiderio di conoscenza e di esplorazione tipico di questi mesi. Di cosa si tratta?
Ideato dalla pedagogista Eleonor Goldschmied negli anni 70, il Cestino dei tesori è appunto un cestino contenente una serie di oggetti raccolti nell’ambiente domestico, e selezionati in modo da garantire la sicurezza in considerazione soprattutto dell’innata tendenza dei bambini di esplorare gli oggetti con le mani ma anche e soprattutto con la bocca.
Il cestino deve avere le dimensioni utili per contenere almeno una ventina di oggetti e deve possedere le sponde alte, in modo che il bambino possa appoggiarsi e prelevare gli oggetti.
Il criterio di selezione per la ricerca degli oggetti deve essere quello della completezza sensoriale: devono esserci oggetti ruvidi, lisci, morbidi, duri, costruiti con vari materiali, stoffa, metallo, legno, plastica, pelo…
Il bambino deve avere la possibilità di toccare, scegliere, prendere in mano, succhiare, sbattere, lasciar cadere, assaggiare, rimettere dentro i diversi oggetti secondo il proprio desiderio di esplorare.
Questa serie di azioni in apparenza banali sono in realtà fondamentali per attivare e stimolare le abilità motorie, per agevolare l’acquisizione di competenze cognitive e prelinguistiche e per favorire i processi di attenzione e concentrazione.

Come comporre il Cestino dei Tesori

Gli oggetti da inserire nel cestino dovrebbero appartenere a più categorie e offrire la maggior variabilità sensoriali :
– oggetti naturali: conchiglie, pigne, ciottoli, grosse castagne, zucche essiccate, tappi grandi di sughero, spugna naturale, limoni, mele…
– oggetti fatti con materiale naturale: palle di lana o stoffa, spazzolino da unghie in legno, pennello da barba, manici di borsa in bambù, spazzola da scarpe, anelli di legni per le tende…
– oggetti in legni: ciotoline, portauovo, mollette da bucato, rocchetti, grosse perle, cucchiao, pettini…
– oggetti in metallo:cucchiai di varie dimensioni, frusta da cucina, formine per dolci, annelli per le tende, specchietto, mazzo di chiavi, scatoline di latta contenenti riso, fagioli…colino per il tè…
– oggetti in pelle, tessuto, gomma, pelo: palline in gomma, pezzi di pelliccia, palle da tennis, piumino in velluto per cipria, tappo da vasca con catenella, sacchettini di tessuto contenenti erbe aromatiche come lavanda, rosmarino, caffè…
– oggetti di carta e coartone: piccolo block notes, scatolette di cartone, cilindri di cartone, interni dei rotoli de carta da cucina…

E’ evidente che la preparazione del Cestino richiede tempo e cura.

Può essere un’idea per un regalo alternativo, sicuramente apprezzato dai bambini, ma anche dai genitori se accompagnato da spiegazioni che ne illustrino l’utilità.